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Autori - Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo

a cura di Vincenzo Albano

 

Ogni tentativo di dare alla vita un qualunque significato è Teatro.

E. De Filippo

 

 

Filumena Marturano

Commedia in tre atti, è scritta da Eduardo nel 1946 e rappresentata per la prima volta al Teatro Politeama di Napoli l’anno successivo, il 7 novembre 1947. Ha un ruolo centrale nella produzione drammaturgica di De Filippo, collocandosi tra i primi testi di quella “Cantata dei giorni dispari” che da Napoli Milionaria in poi racchiude le opere più complesse e problematiche, specchio di un paese e di un popolo sconvolto dalla guerra, impoverito, ma allo stesso tempo dignitoso.
“Filumena è la più cara delle mie creature” – racconta lo stesso Eduardo – e prende spunto da un fatto di cronaca dell’epoca. Le circostanze che spinsero l’autore a scrivere quest’opera furono in questo senso del tutto casuali, per di più legate alle sorti di un altro lavoro. Filumena Marturano avrebbe infatti dovuto rappresentare la cosiddetta “copertura” in caso di insuccesso di Questi fantasmi.
Pensato per la sorella Titina, che lamentava dei successi sempre riservati ai protagonisti maschili, il personaggio fu in seguito interpretato anche da Regina Bianchi, Pupella Maggio, Valeria Moriconi e Isa Danieli. La storia è quella di una donna umiliata e offesa dalla vita, che riesce a reinventarsi dal nulla un’identità di madre e donna. Ex prostituta, Filumena viene sottratta “alla vita” dal ricco pasticciere Domenico Soriano, suo vecchio cliente, divenendone di fatto la moglie. In realtà, solo dopo venticinque anni di convivenza e a seguito di un inganno, riuscirà a farsi sposare per poter dare finalmente un cognome ai tre figli cresciuti fino a quel momento nel silenzio e nella illegittimità. Scoperto il raggiro, Soriano minaccia di annullare il matrimonio. Solo allora Filumena gli rivelerà d’essere il padre di uno di loro, senza tuttavia dirgli quale per non danneggiare gli altri. È l’inizio di una lento cambiamento nella vita di Domenico Soriano, verso le ragioni della donna ed i sentimenti di una inaspettata paternità.
Nel 1951 appare in video la prima versione cinematografica del testo, sempre diretta e interpretata da Eduardo, insieme a Tamara Lees, Nino Vingelli, Tina Pica, Rosita Pisano, Pietro Carloni, Domenico Modugno, Vittoria Crispo e Aldo Giuffrè. Per l’ambitissimo ruolo femminile si propose anche Anna Magnani, ma Eduardo non potè negarlo alla sorella. Titina, d’altra parte, successivamente dovette rinunciare al ruolo per i problemi di cuore che la costrinsero al ritiro dalle scene.
Nel 1962 Eduardo porta la commedia in tournée in Polonia, Ungheria, Austria e Unione Sovietica. Dalla commedia prende spunto anche Vittorio De Sica, che nel 1964 gira Matrimonio all’italiana con Sofia Loren e Marcello Mastroianni. Nel 1977 Franco Zeffirelli ne dirige una versione londinese interpretata da Joan Plowright, moglie del celebre Laurence Olivier; due anni dopo, la stessa Plowright, dopo i clamorosi successi londinesi, interpretò la commedia a Broadway con la regia del marito.
Ancora oggi Filumena Marturano resta l’opera del teatro di Eduardo maggiormente rappresentata e conosciuta all’estero; uno dei più grandi e intensi ritratti femminili della storia del teatro. Prostituta e mamma, mamma e moglie; un personaggio forte, che attraversa con grande dignità le sue sofferenze senza mai perdere di vista i valori fondanti della vita. A cancellarne i pregiudizi sui trascorsi e sulla personale sventura d’esser stata messa su strada a soli tredici anni, sarà solo la sua disperata determinazione, in contrasto con una borghesia – ritratta nel personaggio di Domenico Soriano – che non lavora e non produce.