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Achille Torelli - La vita

Achille Torelli

a cura di Marco Di Maro

 

Come tutti i raggi del sole per entro una lente si riducono a uno solo, così tutte le potenze delle Arti si riducono ad una sola sul Teatro.

A. Torelli

Il decennio 1860-'70

Nel frattempo le sorti politiche a Napoli appaiono più smosse e Torelli risponde alle manovre annessionistiche partecipando alla campagna del 1860-61. Subito dopo vince un concorso come ufficiale delle Poste di Napoli che occupò per breve tempo. Infatti Torelli si trasferì a Firenze, spinto dalla sua inclinazione artistica, dove l'intensa vita culturale poteva più facilmente favorire le sue aspirazioni.
Achille Torelli può considerarsi un iniziatore del genere proverbiale, nel 1859 aveva cominciato a scrivere per il teatro: Chi muore giace e chi vive si dà pace, nel genere del proverbio drammatico. Il testo fu rappresentato a Napoli due anni dopo con il titolo mutato di Dopo morto con cui l'autore vinse un concorso governativo a Torino. Del 1862 sono le commedie Troppa Grazia e La Verità, rappresentata a Napoli e premiata all'Accademia Pontaniana nel 1865. Ancora del '62 è Punto d'Appoggio su cui si espresse favorevolmente Benedetto Croce (vedi prefazione al Teatro scelto edito e inedito di A. Torelli, Caserta, Marino, 1902 a cura di Ernesto Grassi, Milano, Club del libro). La commedia vinse un concorso drammatico a Firenze l'anno successivo.
Dell'anno 1965: La più semplice donna vale due volte un uomo, Gli Onesti, sceneggiata a Firenze e l'anno successivo a Napoli con il titolo cambiato in L'Asino di Buridano in cui emergono temi ricorrenti nel Nostro: il matrimonio e la maternità.
Il governo italiano intanto, desideroso di risolvere la questione del Veneto, accettò l'alleanza militare con la Prussia proposta dal Bismark. L'Italia si impegnava a intervenire contro l'Austria in caso di guerra e intervenne. Sicché nel 1866 con altri patrioti napoletani: Carlo Doria, Agostino Piscicelli e Alfonso di Santagapito, anche Torelli si arruolò volontario come ufficiale della cavalleria nel reggimento Guide, comandato da Filippo Spinola. Nella notte del 22 giugno, mentre era di sentinella, il giovane venne colto da un'emorragia e ricoverato dal cappellano militare in casa dell'abate Brighenti. Qui Torelli rimase parecchi giorni a studiare intorno al suo lavoro sul saggio L'Arte e la Morale, pubblicato, poi, nel 1906.
Già dal 1865, anno in cui Torelli fece pubblicare un suo volumetto di estetica dal titolo Sul Bello, l'autore era intento a scrivere saggi di teoria dell'arte quale La Scienza dell'Arte, del 1895, oltre ai citati Sul Bello e L'Arte e la Morale e altri volumi appresso indicati.