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Autori - Gennaro Pistilli

Gennaro Pistilli

a cura di Pina Battinelli

 

...avere un figlio, mi farebbe orrore. Diventerebbe col tempo una donna, o un uomo!

G. Pistilli

La vita

Autore indubbiamente fuori dagli schemi, Gennaro Pistilli si è stabilito da molto tempo a Milano, dopo aver risieduto per circa sedici anni all'estero, per lo più a Londra.
In Italia si è sempre sentito un clandestino, un abusivo, condizione dovuta soprattutto ai suoi non felici rapporti con il mondo teatrale italiano.
Non c'è stata simpatia fra il teatro italiano e me.
Per non perdere la voglia di scrivere sono andato a vivere all'estero e ci sono rimasto, fra va e vieni, sedici anni. Nel '76 sono dovuto tornare e da allora non ho scritto più niente
.
Così Pistilli scriveva nel 1989 nella nota introduttiva alla raccolta dei suoi ultimi drammi, e da allora il suo atteggiamento non sembra per niente mutato.
Nasce a Napoli il 4 luglio 1920, consegue la laurea in Scienze politiche e, nell'immediato dopoguerra, frequenta il gruppo di giovani intellettuali partenopei descritto da Giuseppe Patroni-Griffi nella commedia In memoria di una signora amica, di cui facevano parte, tra gli altri, lo stesso Patroni-Griffi, Francesco Rosi e Raffaele La Capria.
Ma le strade di questi giovani talenti sono pronte a dividersi e per Pistilli si apre quella della solitudine e dell'isolamento dovuto ad una sorta di "incomprensione" da parte del mondo teatrale.
Infatti, nel 1950 scrive Notturno, opera con la quale vince nello stesso anno il Premio Riccione, ma la cui rappresentazione fu immediatamente vietata dalla censura a causa della scabrosità dell'argomento trattato; in essa è difatti descritto il legame incestuoso tra una madre ed il figlio minorato.
I successivi lavori dell'autore non hanno maggior fortuna: rare sono le messe in scena dei suoi testi, e di queste Pistilli si mostra sempre insoddisfatto, deluso, contrariato. Nel 1954 la compagnia del "Piccolo Teatro di Roma", diretta da Orazio Costa, mette in scena al Teatro Valle Le donne dell'uomo, opera pubblicata nel 1966 con Notturno e con altri tre testi - L'ampio bacino di Venere, Il castigo corporale e L'occhio di pesce - i quali, sebbene presi più volte in considerazione da registi e compagnie teatrali, sono rimasti irrappresentati.
L'arbitro, pubblicato nel 1961, è forse il testo più rappresentato: nel 1962 è messo in scena dallo Stabile di Genova, con la regia di Paolo Giuranna; nel 1965, con regia di Gennaro Magliulo, allo Stabile di Roma, ma Pistilli non si presentò nemmeno in occasione della "prima" del 29 ottobre; il testo, successivamente, fu rappresentato anche dalla compagnia di Vittorio Manipoli.
Nel 1964 Pistilli scrive il dramma Capo Finisterre, di cui egli stesso dice: Capo Finisterre in particolare mi è stato molto caro. Lo proposi a qualcuno per la rappresentazione, ma fu evitato come la peste.
In realtà è stato recitato soltanto in radio, nel 1965, e, naturalmente, anche in quell'occasione l'artista non mancò di esprimere, direttamente negli studi RAI, il proprio dissenso su quella registrazione.
Nel 1974 vede la luce L'arrivo dei cavalli, altro testo mai messo in scena; in seguito, Pistilli scrive Il momento due, una commedia radiofonica che fu trasmessa alla radio e adattata per la realizzazione di un telefilm che, a detta dell'esigente autore, fu uno strazio.
Gennaro Pistilli si è occupato anche della regia di un suo testo: si tratta di Quartetto Londra W.11 rappresentato allo Stabile di Torino nel 1969.
Dunque uno scrittore in esilio volontario non solo dalla sua terra, ma anche dal suo mondo, dal suo ambiente artistico dal quale troppe volte, e per la scabrosità dei temi trattati, e per la crudezza del linguaggio, è stato frainteso, offeso o addirittura ignorato.