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Eduardo De Filippo - La vita

Eduardo De Filippo

a cura di Damiano Camarda

 

Ogni tentativo di dare alla vita un qualunque significato è Teatro.

E. De Filippo

 

I primi passi in teatro

Eduardo ebbe il suo "battesimo" teatrale a soli quattro anni. La compagnia di Eduardo Scarpetta parodiava, in un teatro romano, l'operetta La Geisha. Nel finale di un atto il piccolo Eduardo veniva preso in braccio e mostrato al pubblico: per la prima volta provò l'emozione di un applauso scrosciante. Era il 1904. Fu quello l'inizio di alcune saltuarie apparizioni nella compagnia di suo padre, con brevi parti nelle commedie scarpettiane 'Nu ministre 'miez' i guaie e Miseria e nobiltà.
Intorno agli anni 1911-12, Eduardo frequentava l'istituto Chierchia di Napoli, continuando a recitare nel periodo estivo. Nella rivista Babilonia (1912) di Rambaldo (Rocco Galdieri), recitò insieme con la sorella Titina. Nel 1913, a soli tredici anni, dopo una breve esperienza con Enrico Altieri al Teatro Orfeo, fu scritturato insieme a Titina nella compagnia di Vincenzo Scarpetta - figlio legittimo di Eduardo Scarpetta - come "secondo attore brillante". Cominciò così ad affermarsi come caratterista comico e a riscuotere grossa simpatia presso il pubblico, anche grazie alla sua conformazione fisica: magro come una "canna da zucchero", orecchie a sventola e due occhi "grandi, allampanati, espressivissimi", come lo ricordava Peppino.
Nel 1920, grazie alla notorietà acquisita sin dai suoi debutti, gli fu permesso di continuare a recitare al Teatro Valle di Roma tutte le sere, nonostante gli obblighi militari: prestava servizio, infatti, presso la caserma II Bersaglieri a Roma.
In quel periodo, Eduardo e Peppino sognavano di riformare il teatro napoletano creando "la commedia napoletana": un teatro capace di esprimere difetti e valori della Napoli borghese. Intanto Eduardo faceva le sue prime prove d'autore, con due commedie scritte per la compagnia di Vincenzo Scarpetta: Farmacia di turno (1920) e Uomo e galantuomo (1922, in origine intitolata Ho fatto il guaio? Riparerò). Affrontava in questo periodo anche la sua prima esperienza di regista con Surriento gentile di Ezio Lucio Murolo.
La morte di Eduardo Scarpetta nel 1925 contribuì ad approfondire la volontà dei due fratelli di passare alla realizzazione pratica dei loro obiettivi. Dalla collaborazione di Eduardo e Peppino con Michele Galdieri (figlio di Rocco) nacque il progetto di una rivista intitolata polemicamente La rivista che non piacerà (1927), cui parteciparono anche Titina e Peppino. Improvvisamente, però, Eduardo accettò una ricca scrittura nella compagnia di Luigi Carini, una delle migliori formazioni del teatro in lingua, suscitando la delusione del fratello. Dopo due mesi chiese perciò di rientrare nella compagnia di Vincenzo Scarpetta, nella quale il suo posto era stato preso proprio da Peppino. Il 1928 segnò per Eduardo anche la data del suo non felice matrimonio (celebrato il 12 Dicembre nella Chiesa Evangelica di Via Nazionale a Roma) con Dorothy Pennington, destinato a durare solo pochi mesi e annullato, poi, nel 1952 a San Marino. Altri due matrimoni hanno segnato la vita sentimentale di Eduardo: nel gennaio 1956 sposò l'attrice Thea Prandi, la quale morì quattro anni dopo; da questa unione nacquero Luca e Luisella. Nel 1974 portò all'altare Isabella Quarantotti, donna di grande fascino e di raffinate doti artistiche.