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Autori - Eduardo De Filippo

Eduardo De Filippo

a cura di Vincenzo Albano

 

Ogni tentativo di dare alla vita un qualunque significato è Teatro.

E. De Filippo

 

 

Natale in casa Cupiello

Da attento osservatore della realtà, Eduardo seppe cogliere, forse più di ogni altro artista, il sentimento che il Natale suscita nel cuore della gente comune. Nato in una città dove tale ricorrenza è sempre stata oggetto di un culto particolare, trovò naturale e quasi inevitabile descriverlo. Ovviamente lo fece a suo modo, attingendo anche da elementi autobiografici e creando una delle sue commedie più apprezzate e conosciute. Tradotta in molte lingue ed illustrata addirittura in fumetti, non ha mai conosciuto cali di popolarità ed è anzi grazie ad essa che cominciamo a intravedere l’Eduardo più vicino ai nostri ricordi.
Rappresentata per la prima volta come atto unico al Teatro Kursaal di Napoli nel 1931, con la Compagnia Teatro Umoristico i De Filippo, la commedia subì diversi rimaneggiamenti, perdendo nel tempo la sua marcata impronta brillante. Era sostanzialmente il racconto di un pranzo natalizio turbato da un dramma della gelosia. Luca Cupiello invita a casa Vittorio, credendolo amico del figlio Nennillo, ignaro che in realtà è amante di sua figlia Ninuccia, già maritata con il commerciante Nicola. Quando quest’ultimo arriva, il dramma scoppia quasi subito. E mentre Luca, il fratello Pasqualino e il figlio Nennillo arrivano in sala per i doni a Concetta, i due rivali scendono in strada per affrontarsi.
A distanza di un anno Eduardo, quando il testo è già molto noto, sente il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. Non allunga la storia; al contrario, la fa iniziare due giorni prima. Aggiunge un altro atto, che diventerà il primo (al debutto al Sannazaro), ambientato in una fredda mattina di antivigilia nell’unica camera da letto di casa Cupiello. Qui Luca è intento nella metodica e maniacale preparazione del presepe, nonostante le critiche della moglie Concetta, del figlio Tommasino e i lamenti di Pasqualino, suo fratello, che recrimina l’ineffidabilità dei parenti. Ninuccia intanto, rivela a sua madre l’intenzione di lasciare il marito e fuggire con il suo amante Vittorio.
Due anni più tardi, nel 1934, Eduardo aggiungerà un terzo atto (contro il parere di Peppino) per raccontare la morte del protagonista Luca, per il quale la scoperta del dramma consumatosi in casa aveva rappresentato un’emozione troppo forte. È un finale sorprendente e niente affatto scontato, perché tramuta il sentimento di pietà per Luca in sua corresponsabilità nella disgrazia familiare. Eduardo riterrà Luca reo della sua stessa incoscienza (modificherà, infatti, alcune battute del dottore circa le cause della sua morte), la stessa del popolo napoletano, incapace di definire e comprendere la natura dei propri problemi.
A restituirci, di recente, la bellezza e la comica tragicità di Natale in casa Cupiello, è stato l’attore siciliano Fausto Russo Alesi, che nel 2013 debutta in un’audace versione “assolo” della celebre commedia eduardiana, prodotta dal Piccolo Teatro di Milano.
Un attento lavoro di adattamento del testo che trova una delle ragioni nel vuoto di parole ed emozioni all’interno della famiglia di Luca Cupiello, assurta a simbolo di quante, tuttora, non dialogano più, ma “monologano”.